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Come religiosi, viviamo la vita comune e ci impegniamo all’amore e alla pratica dei voti di castità, povertà, ed obbedienza. Come sacerdoti, ci dedichiamo a tutti gli impegni e uffici del ministero pastorale sotto la guida dei Vescovi là dove essi ci chiamano e sotto la guida dei nostri superiori.
In proposito sant'Agostino dice: «Come desideriamo vivere, e come di fatto già viviamo con l’aiuto del Signore, molti già lo sanno direttamente dalla Sacra Scrittura; ma per ricordarvelo meglio vi si leggerà il passo degli Atti degli Apostoli dove vedete descritta la forma di vita che intendiamo seguire...“la moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola..”(Atti 4,31-
(dal sito ufficiale della comunità: www.cricitalia.com)


Nel 1871, Dom Adrien Gréa fonda i Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione, una Congregazione di diritto diocesano: secondo il desiderio del fondatore, il clero delle diocesi può avere l'alternativa della vita comune (diventando canonici e rimanendo sotto l'autorità diretta del vescovo locale) o della vita solitaria (rimanendo preti diocesani).
Il principale desiderio di Dom Grèa era di restaurare i Canonici Regolari espulsi e soppressi durante la Rivoluzione Francese. Nel 1871 fece la professione perpetua con altri cinque religiosi. Eletto Vicario generale della diocesi di Saint Claude, Dom Gréa propose la vita comunitaria come un rimedio e un grande aiuto anche per i chierici diocesani. Testimoniò e insegnò ai suoi confratelli un grande amore alla Chiesa, alla liturgia, al servizio pastorale e a un vero spirito di penitenza e di autentica vita ascetica.
Ma Dom Gréa non vide riconosciuto fino in fondo il suo progetto. Mentre la Congregazione cresceva e si difondeva, l'iter del riconoscimento ufficiale procedeva al rallentatore tra apprezzamenti e opposizioni, sopratutto verso il servizio liturgico, che finì per essere ridimensionato. Alla fine arrivò anche il riconoscimento, ma quando uscirono le nuove "Costituzioni", che presentavano uno spirito assai meno severo dell'originale impianto, il Grèa non vi riconobbe più il senso della propria opera e lasciò che l'ististuzione andasse per la sua strada, rirtirandosi, come San Francesco, in un ubbidiente e dignitoso isolamento.

Il giorno 23 febbraio 2011, ricorrenza della morte di Dom Grèa, la Congregazione ha voluto ricordare il proprio fondatore con una bella cerimonia, animata da preghiere e da canti sacri. Per l'occasione ha cantato con grazia e con passione il coro della Parrocchia della Natiività, mentre una deliziosa orchestrina di ragazzi CRIC della Parrocchia Regina Pacis ha accompagnato le nostre preghiere fino al cielo. Alla fine la comunità dei fedeli si è riunita nella sala convegni per una allegra serata conviviale.
