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Due pensieri sulla staffetta della fede
1) La staffetta della fede è stata per me un'esperienza memorabile.
La corsa consisteva, come tutte le staffette, nel portare più velocemente possibile una fiaccola all'arrivo, ma la sua particolarità consisteva nel fatto che la fìaccola andava passata di mano in mano, diciamo così, tra tre generazioni: dal nonno al padre o alla madre e poi al ragazzo più giovane. Questo a testimoniare che la fede si passa di padre in figlio come la fiaccola. La fede quindi si perpetua nei secoli solo se c'è questo passaggio di ideali cristiani tra le generazioni.
La corsa è stata molto bella perché riuniva tanti fedeli gioiosi; mi dispiace solo che a correre con me non c'erano mio nonno e mio padre, tutti e due impossibilitati dal lavoro e dalla lontananza.
2)Per me è stata una bellissima esperienza: mi sono divertita a correre insieme al mio gruppo, mi sono divertita a passare agli altri la fiaccola gridando:"Viva la pace fra i popoli"! Alla fine sono stata contenta anche perché il mio gruppo ha vinto, anche se per poco.
Inizialmente non avevo ben capito il vero significato della staffetta, ma poi padre Dario lo ha spiegato per bene a tutti: la fede viene trasmessa dal nonno al genitore e quest'ultimo la trasmette al figlio, che a sua volta la trasmette agli amici.
Partecipando a questa staffetta mi sono divertita molto e ringrazio chi ha preparato la cosa, i catechisti e padre Dario per la bella idea. Grazie, grazie, Grazie.
I ragazzi del gruppo vincente.

