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La prima lettera ai Tessalonicesi
Il pensiero di Paolo sulla condotta che i cristiani devono tenere fino alla parusia del Signore si trova nella Prima lettera ai Tessalonicesi, un documento di straordinaria importanza non solo perchè è il più antico tra quelli del Nuovo testamento (è stat scritta appena vent'aani dopo la risurrezione di Gesù), ma soprattutto perchè rappresenta il nucleo centrale della dottrina cristiana sino ad oggi.
Siamo intorno all'anno 51 e Paolo parla già del "vangelo" quando ancora i vangeli erano tramandati oralmente (Marco scrive il primo solo nell'anno 68 circa). Con Paolo, grande comunicatore, inizia infatti una nuova evangelizzaione che va oltre la catechesi diretta e si indirizza a tutte le comunità con una vitalità che ancora oggi sorprende: la forma scritta.


Nasce la dottrina cristiana
E' importante sottolineare come le lettere di Paolo non sono testi speculativi o teorici, ma testi che toccano il quotidiano, strettamente legati alla vita vissuta. L'apostolo si preoccupa di dare ai fedeli di Tessalonica un codice di comportamente chiaro e semplice, ma che non ammette deroghe: curare la propria santificazione, perchè ciò è gradito a Dio. Chi non ascolta e rifiuta di seguire le indicazioni dell'appostolo rifiuta anche colui che l'ha mandato, ovvero il Cristo.
Paolo basa la sua dottrina sulla dottrina di Gesù stesso: "Chi ascolta voi, ascolta me. Chi disprezza voi, disprezza me e chi disprezza, me disprezza colui che mi ha mandato". Perciò rifiutare le norme dell'apostolo significherebbe continuare una vita di peccato. Al contrario, "il modo necessario di comportarvi è piacere a Dio": aprirsi totalmente alla presenza santificante dello Spirito Santo che abita nei fedeli, consacrando i loro corpi e dando la loro forza necessaria per poter fare il bene nel mondo e amare gli uni gli altri.
La dottrina si diffuse con tale rapidità che pochi anni dopo era già presente in Italia.

Papiro P46 contenente la maggior parte delle epistole paoline e in particolare due capitoli della Prima lettera ai Tessalonicesi. E' uno dei più antichi manoscritti esistenti del Nuovo Testamento. La datazione più probabile è tra il 175 e il 225. La sua provenienza è sconosciuta; probabilmente è stato originariamente scoperto nelle rovine di una chiesa paleocristiana o in un monastero.
Nel 1939 si scoprì ad Ercolano l`impronta di una croce su un muro, nella parte riservata agli schiavi di una villa patrizia. Attorno alla croce, ancora i chiodi per sostenere lo sportello o la tenda che nascondevano il simbolo del culto cristiano. La casa fu sepolta coll`intera città dalla lava della celebre eruzione del Vesuvio: era l'anno 79 d.C.
