La dama della vita - Parrocchia di San Giulio

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La dama della vita

La liturgia > Tempo ordinario > Settimana della famiglia 2012

Organizzare un incontro con e per genitori e ragazzi adolescenti non è stato semplice per noi animatori. Non siamo esperti sociologi o psicologi, e, parlando di età, siamo proprio in mezzo tra i genitori e gli adolescenti. Ma crediamo fortemente tutti quanti nella famiglia e nell'importanza che ha nella vita di ognuno di noi.
Individuato come punto "debole" della famiglia (o del nostro tempo?) la comunicazione, la mancanza di confronto tra genitori figli, abbiamo usato un gioco, utile proprio per iniziare il dibattito: la dama della vita.
Al centro della sala abbiamo costruito una scacchiera con delle pedine a forma di cono. Sulle pedine nere abbiamo scritto degli aspetti negativi che ci sono nelle nostre famiglie, provocazioni, spunti per il confronto, mentre le bianche le abbiamo lasciate vuote, da riempire ad ogni intervento con aspetti e scelte positive usate per fronteggiare le mosse delle pedine nere. Queste le regole del gioco:
Ognuno fa la propria mossa: come nella vita, ognuno è libero di fare la propria mossa, ogni mossa è frutto di una scelta. La vita è fatta di scelte, quindi di mosse.
Come nella vita, si può andare solo avanti. Come nella vita, il nostro obiettivo è mangiare gli ostacoli, le scelte negative.
Traguardi: ogni pedina che raggiunge l'altro lato della scacchiera è un traguardo raggiunto. Vuol dire che le nostre scelte, fino a quel momento, sono state quelle giuste. Ma dopo li traguardo la dama può ripartire, più sicura di sé e con la possibilità di andare in aiuto alle altre pedine.
Si vince, ovvero si ha una vita piena, quando le pedine bianche, le scelte belle e coraggiose, sulla nostra scacchiera sono in numero maggiore rispetto a quelle nere.
Non si bara: ci si muove solo diagonalmente, non ci sono scorciatoie!
Tra gli spunti iniziali abbiamo scelto i dialoghi vaghi e passivi (il famoso "Com'è andata oggi?" "Bene"), la mancanza di collaborazione (questa casa non è un albergo), la tecnologia "padrona", gli argomenti taboo, l'egoismo diffuso per il quale ognuno pensa per sé, il pretendere senza dare, la gelosia, il "c'è modo e modo" con cui si possono fare le cose, il rimprovero "facile", il non accontentarsi mai, il non accettare gli altri, la non condivisione e la personalizzazione della fede.

Ne è nato un animato e profondo scambio di vedute tra i vari genitori, con qualche intervento dei ragazzi, dove si sono toccati i delicati temi delle regole, dei ruoli, dell'attenzione e dell'ascolto, della fiducia e del confronto, e di come i genitori stessi debbano essere sempre un modello e un esempio per i figli, che costa un po' di più in termini di fatica e coerenza, ma a volte serve molto più di tante parole.
Quello che posso dire, in base alla mia esperienza con i ragazzi, e dalle riflessioni emerse in questo incontro, è che, di nuovo, come al solito e come in tutte le cose, ciò su cui dobbiamo fondare le nostre azioni, il nostro modus vivendi, è l'amore. L'amore che, attenzione, non può essere un rapporto univoco, specialmente in famiglia, ma biunivoco: deve cioè andare da una parte all'altra e viceversa. Cosa comporta questo? La caratteristica principale dell'amore è la fiducia: i genitori si devono fidare un po' di più dei propri figli, non li possono tenere sempre nel lettino con le sbarre da neonato, e averne il controllo totale. È ora di togliere queste limitazioni e lasciarli camminare un po' per conto loro, e farli anche cadere e andare a sbattere: l'importante è aiutarli a rialzarsi e stare al loro fianco come una presenza a volte anche invisibile; dall'altra parte i figli si devono fidare di quello che gli dicono i genitori, devono prestare più attenzione e iniziare a responsabilizzarsi; se un padre o una madre dicono o chiedono qualcosa, il motivo il più delle volte è semplice: perché vi vogliono bene, e il messaggio che vi stanno lanciando è di fidarsi di loro.
E tutto questo cos'è? Semplicemente crescere. Crescono i figli, ma anche i genitori. Nella vita (la dama) che è un continuo evolversi di ruoli (da figli a genitori, da genitori a nonni) non si può mai smettere di crescere (ognuno deve fare la propria mossa), e crescere dentro l'amore reciproco è qualcosa che si può fare solamente insieme.     

Matteo Pomgetti

 
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